All'appuntamento solo sei auto, “forse meglio così perché oggi sarà bella tosta” è stato il primo pensiero poi confermato dagli eventi successivi, per la verità a quel punto avevamo ancora qualche velleità di riuscire a fare il percorso che c’eravamo prefissi, ma ben presto ci siamo resi conto che la cosa era impossibile. Pochi Km dopo il Casello dell'autostrada, la neve incominciava a invadere tutta la carreggiata, arrivati a Varese L. e imboccata la strada per il Centocroci il nostro obiettivo era ormai cambiato... riuscire ad arrivare ad Albareto! Ma nessuno se ne preoccupava, anzi … ci “giravano” un po’ che fosse già passato lo spazzaneve
Solo qualche tornante ed eccolo li, l'odiato bestione che apriva la via verso il passo, era grosso e lento e non ne voleva sapere di farci passare, ma la strada la volevamo aprire noi, quindi con “molta prudenza” uno alla volta lo abbiamo superato. Lo spettacolo che ci si presentava davanti alle ruote era fantastico... 20 cm di neve fresca con mucchi accumulati dal vento che esplodevano come sacchi di farina appena ci entrarvi dentro.
Presa un po’ di confidenza col fondo scivoloso e morbidissimo ognuno ha cominciato a sperimentare dando fondo a tutte quelle fantasie che ti vengono non appena metti le ruote sul quel tappeto bianco, quindi via le quattro ruote motrici (per chi le aveva disinseribili) e avanti con sbandate, controsterzi, recuperi al limite e qualche "nasata" o escursione nel prato conseguenza di quelli oltre il limite.
Così con un po' di ritardo sulla tabella di marcia ma molto, molto divertimento ci stavamo avvicinando alla meta già appagati dall'avventura fin qui vissuta ma assolutamente ignari che il bello dovesse ancora venire.
Arrivati ad Albareto e dopo un breve briefing con Ettore e Ivan il Ns contatto locale che doveva accompagnarci, eravamo molto indecisi sul da farsi, il nuovo tracciato che volevamo inaugurare si trova tra i boschi sotto almeno mezzo metro di neve quindi ancora una volta bisognava affidarsi all'improvvisazione. Nei piccoli centri quando si forma un capannello di persone presto si ingrandisce con la gente del posto e da quelle parti sono tutti un po’ fuoristradaisti, chi per lavoro, chi per necessità durante la stagione invernale ... e chi come noi per pura passione, qualcuno ci informa che la sera prima un paio di macchine sono arrivate in cima al Passo Due Santi, ma è nevicato tutta la notte e alle dieci del mattino sta ancora nevicando. Non ci facciamo impressionare quindi tutti in macchina senza perder tempo perché a mezzogiorno ci aspetta un super pranzo da Raffaele.
Apre la strada un piccolo vitara agile e leggero se la cava benissimo per qualche km, finché i centimetri non diventano un po’ troppi, oramai la neve è a livello del paraurti, allora decidiamo di provare a mettere davanti un GR che con le sue quasi due ton. e mezzo di massa dovrebbe riuscire a “spaccare” in effetti fa egregiamente il suo lavoro, salendo il panorama è mozzafiato fa venire in mente, il trentino o qualche paese del nord Europa, verrebbe voglia di fermarsi ad ogni curva, ma non si può, si arranca aggrappati ad un filo di trazione regalato dalle tassellate (disegno SIMEX), e anche se la pendenza non è eccessiva fermarsi potrebbe voler dire rinunciare ad arrivare in cima.
Alla cappelletta arrivano solo tre auto due vitara oltre al GR, i Toy sono rimasti a metà e lo sfottò è inevitabile ma a dir la verità montavano tassellate assai meno “cattive”.
Scendiamo per la via per cui siamo saliti alla volta dell’agriturismo del Ns amico Raffaele, dove in un ambiente accogliente ed ormai familiare la giornata si conclude dopo un pranzo memorabile.